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Le infinite vie dell’essenza

Non è semplice aprire la porta dell’atelier di un artista o intravedere dalla serratura le magie combinatorie che contiene. Primo, perché l’incontro dell’occhio con le forme incantate del luogo potrebbe inesorabilmente aver ragione sul nostro ingegno; secondo, perché sarebbe un tacito consenso a imboccare le vie dell’essenza, quegli infiniti sentieri dell’immaginazione che vanno all’origine, reclamando totalità.

Così che, la geometria del cerchio si realizzerebbe appieno e saremmo letteralmente inghiottiti dal centro.

Ci sono casi, certo, in cui l’essere compresi nel mondo di un creatore di forme diventa gioco speculare della propria immagine, allora l’assenso ad essere inclusi diventa incondizionato, come a voler confermare l’etimo stesso di chi ci include: materia da mater (madre), sostanza da cui si prende linfa.

L’arte di Francesca Rizzuto è tutto questo… E non soltanto per un amante di Calliope come me, costretto ad afferrare la penna nei momenti più impensati per dar vita a un foglio. Artista e poeta, si sa, si incontrano al crocevia dei tempi, per condividere quel potere demiurgico in grado di far nascere: talvolta si nutrono della stessa linfa, talaltra traggono ispirazione dai loro rispettivi Geni.

Non ho più controllato il mio fare poesia da quando ho incontrato Il Bugiardo, Il Ciarlatano, (S-)legami o Percorsi casuali, alcune delle creature scaturite dalla tecnica mista di Francesca. I materiali si intrecciano, vivono combinazioni solo apparentemente casuali, poi aprono nuove possibilità alla vista e alla mente di chi li osserva. Il palese sostrato polimaterico diventa, già al primo incontro con l’opera, proiezione fisica di un metafisico universo di Idee.

Veri e propri percorsi tematici coniugano il pensiero e la profonda valenza spirituale dell’artista. I riti di attraversamento delle Porte, la finta immobilità delle Maschere sono solo alcune di quelle infinite vie dell’essenza che sempre e comunque, per ognuno, conviene gustare…

Pierino Gallo